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Yaizu, 11 ago - E' di oltre 110 feriti il bilancio del terremoto che ha colpito la regione centrale del Giappone. Il sisma, di magnitudo 6.4, ha causato un vasto smottamento, la chiusura di una centrale nucleare e l'interruzione del servizio di alcuni treni. Una donna di 43 anni e' stata trovata morta nella sua abitazione dopo il terremoto, sepolta sotto una pila di libri. Le autorita' stanno indagando per determinare se le cause del decesso siano realmente legate al sisma. Numerosi edifici sono stati danneggiati dal terremoto avvertito anche a Tokyo. L'epicentro del sisma e' stato individuato a Suruga Bay, sulla costa dell'Oceano Pacifico a circa 170 chilometri dalla capitale nipponica. La maggior parte delle persone sono rimaste ferite a causa della caduta degli oggetti, come tv e armadi, all'interno delle proprie abitazioni. Tre verserebbero in gravi condizioni, hanno fatto sapere le autorita'. Al momento del sisma, l'impianto nucleare di Hamaoka ha chiuso automaticamente due reattori, ha affermato un funzionario della Chubu Electric Power Co. La compagnia ferroviaria Central Japan ha invece fatto sapere che per alcune ore sono stati interrotti i servizi dei propri treni. Una frana, causata dal terremoto, ha danneggiato invece l'autostrada Tomei a Makinohara, Shizuoka, causando diversi ingorghi stradali. Inizialmente l'Agenzia meteorologica del Paese aveva diramato un allarme tsunami. Poco dopo, fortunatamente, l'avviso e' stato revocato.
 
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I Ryokan, alberghi tradizionali giapponesi PDF Stampa E-mail
domenica 14 dicembre 2008

TOKYO, 14 DIC - I Ryokan, alberghi tradizionali giapponesi

I Ryokan, alberghi tradizionali giapponesi,nascono nel diciassettesimo secolo come stazioni di posta per ospitare i signori feudali durante i loro lunghi viaggi attraverso montagne, campi e foreste inospitali verso la capitale Edo (l'attuale Tokyo) dove risiedeva lo shogun. In queste locande i viaggiatori trovavano riparo, cibo, cavalli freschi. Alcuni degli attuali ryokan, che perpetuano la tradizione dell'ospitalità giapponese, risalgono al periodo Edo (1600-1868), altri sono più moderni, alcuni sono in città e altri in montagna ma sono tutti contraddistinti dalla calda atmosfera e dal sevizio cortese e scrupoloso. Oltre all'alloggio viene offerta un'ottima cucina tradizionale ed è possibile rilassarsi in vasche con acque calde termali (onsen) nelle località dove si trovano le sorgenti.
Essere ospiti di un ryokan, almeno per una notte, è un'esperienza che arricchisce e completa il soggiorno in Giappone ed è un interessante modo per scoprire alcune delle particolarità della cultura nipponica.

 

È importante conoscere le principali usanze da seguire all'interno di un ryokan ed alcune indicazioni per apprezzare appieno il soggiorno:
- Entrando nel ryokan le scarpe vanno tolte per indossare le pantofole che vengono fornite;
- In camera si trova il kimono in cotone (yukata) che può essere indossato per una maggiore comodità;
- Nei ryokan di norma utilizzati dagli occidentali i servizi igienici e le docce sono privati ma le vasche termali sono quasi sempre in comune con gli altri ospiti con orari di accesso diversi in base al numero dei clienti e divisi per uomini e donne. La sala da bagno ha uno spogliatoio, doccia bassa e la vasca termale; ci si insapona e ci si sciacqua all'esterno della vasca in cui ci si immerge solo per rilassarsi.
- I pasti (di solito cena e prima colazione sono inclusi nella tariffa), sono in stile giapponese e vengono serviti in camera su di un tavolo basso;
- La stessa stanza funge da sala da pranzo di giorno e da camera da letto la notte; si dorme sul futon, un materasso sottile e confortevole ed appoggiato a contatto diretto con il tatami (pavimento fatto di stuoie di paglia, il termine viene anche tradizionalmente usato come unità di misura della superficie delle stanze, ogni tatami misura circa 180cm x 90cm), completato da biancheria, cuscino e piumone o coperte.
- Le piccole dimensioni dei ryokan, l'alta richiesta delle camere, l'esclusività di molte strutture, il servizio e i pasti molto curati rendono queste sistemazioni in proporzione più care rispetto agli hotel tradizionali a dispetto dell'apparente semplicità e del nome "locanda". 

 
La birra spaziale e' arrivata in Giappone PDF Stampa E-mail
martedì 02 dicembre 2008
TOKYO - La birra spaziale, risultato di un'audace missione di cinque mesi per coltivare orzo in una zona dove nessuno l'aveva mai fatto, è atterrata in Giappone.

La bevanda è stata prodotta con orzo coltivato nella Stazione spaziale internazionale nel 2006 dal gigante giapponese della birra Sapporo in collaborazione con un'università giapponese e l'Accademia russa di scienza.

Ma i 100 litri prodotti di questa birra speciale, che ha una gradazione alcolica del 5,5%, non sono in vendita, anche se alcuni fortunati potranno assaggiarla a una degustazione.

"E' una birra unica, perché usa orzo per il 100%, a differenza del nostro brand campione di vendite, Black Label, che utilizza ingredienti addizionali come il riso", ha detto oggi a una conferenza stampa Junichi Ichikawa, direttore della strategia alla Sapporo.

Il cosmonauta Boris Morukov, che ha passato 11 giorni nello spazio, ha detto che l'orzo va ad aggiungersi a frumento, piselli e lattuga, prodotti già coltivati sulla stazione spaziale, e ha sottolineato che in futuro si potrebbe fare uno studio per produrre anche le patate.

Le vendite di birra sono calate ultimamente in Giappone e questa bevanda è solitamente esclusa dai menu degli astronauti perché è alcolica e gassata. Ma con la previsione di soggiorni più lunghi su Marte, i menu spaziali potrebbero cambiare, e il professor Manabu Sugimoto dell'Università giapponese Okayama suggerisce di non escludere che in futuro si potrà bere del vino di riso nello spazio.

 
Giappone, vanno a ruba i reggiseni per uomini PDF Stampa E-mail
venerdì 21 novembre 2008

TOKYO - Chi ha detto che i reggiseni sono solo per donne? Un'azienda di lingerie giapponese ne sta vendendo per uomini che amano travestirsi e sono diventati rapidamente uno degli articoli più popolari.

Dal lancio due settimana fa su Rakuten, sito di shopping online, il negozio Wishroom ha venduto oltre 300 reggiseni per uomini per 2.800 yen (circa 30 dollari) l'uno.

"Funziona", spiega il rappresentante di Wishroom Masayuki Tsuchiya a Reuters mentre modella il reggiseno, che può essere indossato discretamente sotto abiti maschili.

Il direttore di Wishroom Akiko Okunomiya ha spiegato di essere sorpresa dal numero di uomini che stanno cercando la loro anima femminile.

"Penso che sempre più uomini siano interessati ai reggiseni. Da quando abbiamo lanciato quello per uomini, abbiamo avuto feedback dai clienti che dicono 'wow, lo stavamo aspettando da tempo".

Ma il reggiseno, disponibile in nero, rosa e bianco, non è un articolo facile da vendere per tutti gli uomini.

Ha infatti innescato un aspro dibattito online con oltre 8.000 persone che in una notte, su Mixi -- il principale sito di social networking giapponese -- hanno discusso sull'opportunità o meno che gli uomini indossino il reggiseno.

 
Balene: Greenpeace, Giapponesi Partiti Per La Caccia PDF Stampa E-mail
lunedì 17 novembre 2008
Tokyo, 17 nov. - La principale flotta delle baleniere giapponesi ha lasciato un porto della prefettura di Hiroshima per l'annuale battuta di caccia ai cetacei in Antartide. A riferilo sono stati attivisti di Greenpeace che hanno affermato di aver visto le navi partire dall'isola di Innoshima. Per tutelare la sicurezza degli equipaggi, l'agenzia ittica del Giappone e gli operatori del settore non hanno voluto confermare se sia partita la missione di cinque mesi in Antartide, che ogni anno provoca attriti con l'Australia. Nel 2007 la partenza era avvenuta il 18 novembre. "La flotta ha tentato di lasciare il Giappone senza dare nell'occhio", ha riportato Greenpeace, che ha fatto anche sapere di non voler inscenare stavolta le proteste degli altri anni. Nessun attacco alle navi, ma un impegno concreto a chiedere la liberazione di due attivisti che sono coinvolti in un processo per corruzione. Le baleniere del Sol levante catturano ogni anno circa mille balene, cercando di eludere la moratoria mondiale del 1986 con la scappatoia della 'ricerca letale' che permette la soppressione dei cetacei per fini di ricerca scientifica. A Tokyo sostengono che la caccia alle balene fa parte della cultura nipponica e non si fa segreto che la carne dei mammiferi e' tra le piu' apprezzate. Di tutt'altro avviso e' l'Australia, che ha appena inaugurato un programma di 2,5 milioni di dollari di ricerca scientifica volto a persuadere il Giappone che non e' necessario uccidere le balene per studiarle e a invitarlo a unirsi ai Paesi che si limitano alla 'ricerca non letale'.
 
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